Fissaggi puntuali rossi su una facciata di vetro curva vista dal basso verso il cielo, barriera acustica autostradale di Bologna

Facciate a fissaggio puntuale

Il sistema costruttivo conosciuto a livello internazionale come spider glass: vetro strutturale sostenuto da rotule e crociere in acciaio inox, senza montanti a vista.

Le facciate a fissaggio puntuale — spider glass nella terminologia internazionale del settore — sostengono le lastre di vetro con rotule e crociere metalliche ancorate puntualmente, invece che con i montanti continui di una facciata tradizionale. Il risultato è una superficie vetrata pressoché priva di interruzioni visive: la struttura di supporto si riduce a pochi punti, lasciando il vetro protagonista della facciata.

Lo sviluppiamo anche in combinazione con facciate continue, in configurazione a doppia pelle, e per balaustre, parapetti, coperture e controsoffitti. Fra il disegno di architettura e la facciata montata, però, c'è un passaggio che non si vede e che decide se l'opera si potrà davvero costruire: qualcuno deve trasformare quel disegno in pezzi che un'officina possa produrre e un montatore possa installare — ogni lastra con le sue forature, ogni staffa con le sue quote, ogni accessorio con il suo codice. È il lavoro che facciamo più spesso su questi sistemi, per vetrerie e serramentisti diversi.

Come funziona un sistema spider glass

Ogni lastra è sostenuta da rotule metalliche — in acciaio inox, con 2, 3 o 4 bracci a seconda della configurazione — fissate ai vertici del vetro e ancorate a una struttura portante retrostante tramite crociere e piastre. I giunti tra le lastre sono sigillati con silicone strutturale, che assorbe le dilatazioni termiche senza compromettere la tenuta. Il carico del vento e il peso proprio si scaricano tutti nei punti di fissaggio, non lungo l'intero perimetro come in una facciata a montanti e traversi: per questo ogni rotula e ogni foro nel vetro sono oggetto di una verifica di calcolo dedicata (vedi Calcoli strutturali).

Quando scegliere il fissaggio puntuale

È la soluzione più indicata quando la trasparenza e l'impatto visivo sono la priorità: ingressi monumentali, vetrine, coperture e facciate scenografiche, dove anche i montanti di una facciata continua risulterebbero un elemento di disturbo. Ha un costo di produzione e montaggio generalmente più alto rispetto a una facciata tradizionale, a fronte di una superficie vetrata quasi priva di interruzioni. Quando invece prevalgono esigenze di isolamento termico, integrazione di serramenti apribili o budget più contenuto, una facciata continua a montanti e traversi resta spesso la scelta più efficiente — anche in combinazione con il fissaggio puntuale, in configurazione a doppia pelle.

Sistema a fissaggio puntuale visto dall'interno: rotule in acciaio inox sulle lastre, puntoni tiranti diagonali di controvento e pinne di irrigidimento in vetro viste di taglio dietro la facciata, complesso 64 Shops di Baku
I tre elementi che compongono un sistema a fissaggio puntuale, tutti in una sola immagine: le rotule che trattengono le lastre, i puntoni tiranti diagonali che le collegano alla struttura arretrata, e le pinne di irrigidimento in vetro disposte di taglio dietro la facciata. Senza montanti metallici la rigidezza va trovata altrove, ed è la ragione per cui un sistema del genere non si compone scegliendo componenti a catalogo.

Dal disegno di architettura ai pezzi da produrre

Un disegno di facciata dice dove va il vetro e che aspetto deve avere. Non dice quanto è lunga la staffa numero 14, dove cade esattamente il foro sulla lastra d'angolo, di quanto va accorciato il montante perché il solaio reale è due centimetri più basso di quello disegnato. Quelle risposte servono prima che l'officina cominci a tagliare, e sbagliarne una significa un pezzo che in cantiere non entra.

Questo è il lavoro che ci viene chiesto più spesso sui sistemi a fissaggio puntuale: partire dalla geometria vera dell'edificio, rilevata sul posto, e restituire il disegno costruttivo di ogni componente — vetri con le loro forature, staffe, accessori — nella forma in cui un reparto di produzione può lavorarli. Nei progetti raccontati qui sotto è il ruolo che abbiamo avuto cinque volte su cinque, per vetrerie e serramentisti diversi. In uno di essi, la barriera acustica di Bologna, il calcolo strutturale è stato nostro insieme al disegno; negli altri il calcolo era di altri, e lo diciamo perché è esattamente questa distinzione a rendere verificabile il resto.

Un caso reale: i nodi della Glass Pyramid, Carate Brianza

A Carate Brianza, una piramide vetrata di quasi dieci metri di lato chiude un pozzo luce nel parco di un edificio storico. Il reticolo che la regge è fatto di travi in vetro stratificato: sono loro l'elemento portante, non l'acciaio. L'acciaio inox compare solo nei nodi che collegano le travi fra loro e alla pelle esterna a fissaggio puntuale — il punto in cui il tema di questa pagina incontra quello del vetro strutturale.

Due famiglie di nodi

I nodi si dividono in due famiglie. La prima collega una trave in vetro a un'altra trave in vetro, nei punti in cui il reticolo si incrocia: una piastra imbullonata trattiene le due lastre stratificate senza interromperne la continuità strutturale. La seconda collega una trave alla "pelle" esterna — le lastre romboidali del rivestimento, fissate per punti con rotule — lo stesso principio spiegato in questa pagina, applicato qui a una struttura che è essa stessa di vetro anziché di acciaio o alluminio.

I ruoli in campo

Il lavoro è stato commissionato e realizzato da Vetreria Landi S.r.L. L'analisi strutturale del vetro, il sistema di supporto e i disegni costruttivi dei nodi sono dell'Ing. Raffaele Roscioli.

Il calcolo che dimostra la tenuta di questa struttura — comprese le verifiche allo stato di lastra rotta — è raccontato per esteso in Calcoli strutturali.

Un caso reale: i controsoffitti in vetro dei Grandi Uffizi

Nelle nuove sale espositive della Galleria degli Uffizi, a Firenze, il soffitto è una superficie continua di lastre di vetro sospese sopra la testa dei visitatori, sostenute da fissaggi puntuali. Un controsoffitto vetrato in un museo ha un compito in più rispetto a una facciata: non deve solo reggere, deve sparire. Tutto ciò che sta sopra — il solaio grezzo, gli impianti, i corpi illuminanti — non deve mai affacciarsi allo sguardo di chi cammina nella sala.

Il vincolo: due millimetri di giunto

Da qui la prescrizione che ha governato l'intero progetto: fra una lastra e quella accanto la tolleranza doveva restare entro due millimetri. Non era una preferenza estetica dello studio di architettura, ma una richiesta della Soprintendenza, concordata con i progettisti architettonici: attraverso il giunto non si doveva mai intravedere il solaio grezzo soprastante.

Perché due millimetri sono un problema di deformazione, non di resistenza

È il punto che spesso sorprende chi arriva da altre lavorazioni. Con un giunto così stretto la domanda decisiva non è se il vetro regga — quello lo garantisce il calcolo — ma di quanto si muove. Una lastra sospesa su pochi punti si inflette leggermente sotto il proprio peso, e l'entità di quell'inflessione dipende dalle sue dimensioni e da dove cadono i fissaggi. Se due lastre adiacenti si inflettono in modo diverso, il giunto che le separa non resta più costante: si apre da una parte, si chiude dall'altra. Da terra, su un soffitto continuo illuminato di taglio, quella differenza si legge benissimo.

La conseguenza pratica è che la geometria di ogni lastra e la posizione dei suoi punti di fissaggio non si scelgono solo per far tornare i conti strutturali: vanno governate insieme, lastra per lastra, perché tutte si deformino nello stesso modo. È un vincolo che si risolve al tavolo da disegno, prima che in officina.

Il rilievo prima del disegno

Con margini di quel tipo, il rilievo dello stato di fatto smette di essere un adempimento e diventa la condizione perché le lastre entrino. Due millimetri sono meno dello scarto che si accumula normalmente fra le quote di un progetto e quelle di un edificio costruito, tanto più in un edificio storico. Disegnare le lastre sulle misure nominali avrebbe significato produrre un controsoffitto che in sala non si sarebbe chiuso: le lastre si tagliano e si forano prima della tempra, e dopo la tempra non si ritoccano.

I ruoli in campo

Il lavoro è stato ottenuto e realizzato da Vetromontaggi S.r.L., che ha prodotto e posato l'opera. Il rilievo e il disegno costruttivo delle lastre per la vetreria sono dell'Ing. Raffaele Roscioli. Il calcolo strutturale del controsoffitto non è nostro, e la definizione architettonica delle sale è dei progettisti incaricati, in accordo con la Soprintendenza.

Cosa succede attorno a un foro

Il punto in cui il vetro è più sollecitato non è al centro della lastra: è sul bordo del foro che la trattiene.

In una facciata a montanti il carico si distribuisce lungo tutto il perimetro della lastra. Nel fissaggio puntuale, invece, peso proprio e spinta del vento passano attraverso pochi fori di pochi centimetri: attorno a ciascuno di essi la tensione si concentra, e sul contorno del foro raggiunge valori molto più alti che nel resto del pannello. È lì che un vetro cede, ed è lì che la verifica va condotta — modellando il foro a elementi finiti con una mesh infittita sul bordo e leggendo la tensione punto per punto sul contorno, non mediata sulla lastra.

Le due immagini qui sotto mostrano il tipo di verifica di cui si parla: la distribuzione della tensione ideale di von Mises attorno ai fori di fissaggio e sulla piastra di ancoraggio in acciaio che li riceve. Sono modelli di riferimento del nostro archivio di calcolo, non elaborati di uno dei progetti raccontati in questa pagina.

Una barriera autostradale a Bologna: qui il calcolo è nostro

Lungo un tratto autostradale alle porte di Bologna corre una barriera acustica in acciaio corten e vetro: i pannelli trasparenti sono trattenuti da fissaggi puntuali sui montanti, controventati da tiranti diagonali. È l'unico esempio infrastrutturale fra quelli raccontati in questa pagina, e l'unico in cui il nostro intervento ha coperto entrambi i livelli.

Una barriera stradale lavora in condizioni che una facciata non conosce: è esposta su entrambi i lati, riceve la spinta del vento e le raffiche generate dai mezzi in transito, subisce escursioni termiche piene e deve restare in servizio per decenni con manutenzione ridotta al minimo. In compenso ha un vantaggio: è un elemento che si ripete uguale a sé stesso per centinaia di metri. Per questo il progetto si concentra tutto su un pezzo solo — il montante tipo con i suoi attacchi — che una volta risolto viene moltiplicato lungo l'intero tracciato. Ogni scelta su quel singolo componente si paga o si guadagna centinaia di volte.

I ruoli in campo

Il lavoro è stato ottenuto e realizzato da Bosco Italia S.p.A. Il disegno costruttivo del montante tipo e degli attacchi dei vetri, insieme al calcolo strutturale, sono dell'Ing. Raffaele Roscioli.

Spider glass: dal cantiere al dettaglio

Un esempio reale: la facciata a fissaggio puntuale del complesso commerciale "64 Shops", Baku (Azerbaijan). Committente: Socar. Rilievo, progettazione strutturale, calcoli, gestione della fornitura e assistenza al montaggio: Ing. Raffaele Roscioli. Realizzazione a cura del committente.

Lo stesso principio, sei problemi diversi

Il vetro appeso in pochi punti anziché trattenuto lungo il bordo cambia molto a seconda di cosa deve fare: in copertura porta anche neve e peso proprio, in un parapetto resiste alla spinta di chi si appoggia, in un controsoffitto deve restare in sede anche da rotto.

Copertura vetrata del museo di Pietrabbondante vista dal basso, lastre su rotule a quattro bracci con travi in acciaio e tiranti diagonali di controvento
Copertura piana — Museo di Pietrabbondante, Isernia. In copertura il carico permanente non scompare mai: al vento si sommano il peso proprio delle lastre e la neve, sempre diretti verso il basso. Cambia anche il criterio di sicurezza, perché sopra la testa delle persone il vetro deve restare in sede anche dopo essersi rotto. Rilievo e disegni di produzione di struttura in acciaio, vetri e accessori: Ing. Raffaele Roscioli. Realizzazione Laborvetro, Campobasso.

Copertura curva — villa d'epoca a Ercolano (Napoli). Su una preesistenza storica il vincolo si sposta a monte del vetro: la struttura nuova può appoggiarsi solo dove è consentito, e ogni punto di ancoraggio va concordato prima di disegnare le lastre. La curvatura obbliga inoltre a gestire un passo variabile dei fissaggi lungo l'arco. Rilievo e disegni di produzione di struttura in acciaio, vetri e accessori: Ing. Raffaele Roscioli. Realizzazione Laborvetro, Campobasso.

Parapetti — tre edifici residenziali a Bologna, e un'abitazione privata a Baku. In un parapetto il carico dominante non è il vento ma la spinta orizzontale di una persona che si appoggia, applicata in sommità: la verifica riguarda insieme la lastra attorno ai fori e il montante che la riceve. Su un prospetto curvo si aggiunge un problema di produzione, perché ogni lastra ha una corda leggermente diversa e i fori non possono essere replicati uguali da un pezzo all'altro. Bologna: rilievo e sviluppo costruttivo di staffe e vetri per la produzione, Ing. Raffaele Roscioli; realizzazione Vetromontaggi S.r.L. Baku: abitazione privata.

Rivestimenti e ringhiere interne — nuova fiera di Roma e aeroporto di Fiumicino. All'interno il vento non c'è, e il problema diventa un altro: la superficie è a portata di mano e di sguardo, quindi il giunto fra le lastre e la finitura del fissaggio smettono di essere un dettaglio tecnico e diventano l'aspetto stesso dell'opera. Il nodo in cui quattro lastre si incontrano è il punto più guardato e quello che va disegnato con più cura. Realizzazione Vetromontaggi S.r.L. (fiera di Roma) e SI&M Roma (Fiumicino).

Domande frequenti

Le domande più comuni su costi, materiali e ambiti d'uso del fissaggio puntuale.

Che differenza c'è tra fissaggio puntuale e facciata continua?

Nella facciata continua il vetro è sostenuto lungo tutto il perimetro da montanti e traversi in alluminio o acciaio, sempre visibili dall'esterno. Nel fissaggio puntuale il vetro è ancorato solo in punti discreti tramite rotule, lasciando la superficie vetrata quasi completamente libera da elementi strutturali a vista.

Il sistema spider glass costa di più di una facciata tradizionale?

In genere sì: la lavorazione dei fori nel vetro, le rotule in acciaio inox e la struttura retrostante di supporto richiedono una precisione di montaggio superiore rispetto a un sistema a montanti standard. Il costo aggiuntivo va valutato rispetto al risultato architettonico, spesso determinante per ingressi o facciate scenografiche.

Che spessore e tipo di vetro si usa nel fissaggio puntuale?

Si utilizza quasi sempre vetro stratificato temperato, con spessori che variano in base a dimensioni della lastra, altezza da terra e carichi di vento previsti — tipicamente tra i 10 e i 20 mm complessivi. Lo spessore esatto è sempre definito dal calcolo strutturale specifico del progetto.

Il fissaggio puntuale è adatto anche per coperture o lucernari?

Sì, è una delle applicazioni più frequenti: penso alla Glass Pyramid raccontata più sopra, dove è il reticolo stesso — travi in vetro stratificato — a reggere la copertura inclinata, con l'acciaio inox solo nei nodi di collegamento. In questo caso il calcolo deve considerare anche i carichi di neve e l'accumulo d'acqua, oltre al vento.

Si può usare il fissaggio puntuale per un parapetto o una balaustra?

Sì, ed è una delle applicazioni più diffuse dopo la facciata. Cambia però il carico che comanda il progetto: non è più il vento, ma la spinta orizzontale di una persona che si appoggia, applicata in sommità. La verifica riguarda insieme la lastra attorno ai fori e il montante che la riceve, e da lì discende la stratigrafia del vetro. Su un prospetto curvo si aggiunge un problema di produzione, perché ogni lastra ha una corda leggermente diversa dalle altre.

Quanto deve essere precisa la posa di un sistema a fissaggio puntuale?

Molto più che in una facciata a montanti e traversi, dove il telaio assorbe le tolleranze. Qui la posizione di ogni foro è definita in fabbrica e non è correggibile in cantiere: un vetro temperato non si ritocca dopo la tempra. Sui controsoffitti delle nuove sale espositive dei Grandi Uffizi la tolleranza ammessa fra una lastra e l'altra era di due millimetri, meno dello scarto che normalmente si accumula fra le quote di progetto e quelle dell'edificio costruito. È il motivo per cui il rilievo dello stato di fatto, prima di andare in produzione, non è un passaggio formale.

Che differenza c'è fra progettare una facciata e una copertura a fissaggio puntuale?

In facciata il carico dominante è il vento: agisce nei due versi e non è permanente. In copertura si aggiungono il peso proprio delle lastre e il carico della neve, entrambi sempre presenti e sempre diretti verso il basso, e la deformazione a lungo termine diventa un tema di progetto. Cambia anche il criterio di sicurezza in caso di rottura, perché sopra la testa delle persone il vetro deve restare in sede anche da rotto.

Un progetto a fissaggio puntuale da far tornare?

Che tu sia un serramentista con una commessa da quotare o una vetreria che ha in mano un disegno di architettura e ha bisogno dei disegni di produzione — vetri, forature, staffe, accessori, pezzo per pezzo — il servizio è disponibile anche da solo: rilievo sul posto, sviluppo costruttivo, calcolo dove serve. L'intero percorso o il singolo passaggio che manca.

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